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La sindrome di Cenerentola nei bambini

L’infanzia è un tenero periodo della vita in cui tutti i bambini devono essere protetti ed accuditi dai caregivers (genitori e familiari).
Un contesto sereno dove i conflitti intrafamiliari vengono ridotti o gestiti al meglio e dove si porge attenzione alle esigenze non solo biologiche, quanto emotive del minore, un contesto caloroso (nè troppo freddo nè iperprotettivo) dovrebbero essere un buon incubatore per lo sviluppo psicoaffettivo.
Purtroppo non sempre i minori crescono in ambienti sani e spesso si ascoltano storie di abusi emotivi cruenti sugli stessi da parte di adulti disinteressati.
Per abuso emotivo non si intende solo il maltrattamento, ma anche l’assenza di cure.
Le conseguenze possono diventare devastanti per il presente ed il futuro del minore che inconsicamente cercherà di relazionarsi con persone che ripetono le modalità abusanti subite, in un circolo vizioso senza fine.
Per contesto caloroso si intende un contesto in cui vengono attivate manifestazioni emotive positive come il tenere in braccio il bambino, il cullare, l’abbracciare, sbaciucchiare e generali comportamenti di cura nei confronti di neonati e minori, tutte esperienze di legame.
Nel caso dell’assenza di contatto fisico e vicinanza emotiva durante la primissima infanzia, prende piede una grave trascuratezza con effetti devastanti. La gravità in genere è associata alla precocità della trascuratezza o dell’abuso, e alla tempistica ovvero per quanto tempo c’è stata la carenza o il maltrattamento.
Nelle famiglie abusanti, l’elemento principale è il rifiuto verso il minore che nel tempo potrebbe sviluppare una difficoltà ad entrare in intimità relazionale. L’atteggiamento rifiutante è tramandato di generazione in generazione, per cui si può osservare che gli adulti che trascurano sono stati a loro volta trascurati.
Le conseguenze sono riferibili a ritardi nell’area del linguaggio e comportamento sociale; ai problemi di alimentazione come alimentazione eccessiva, rigurgiti di cibo, problemi ad inghiottire, rifiuto del cibo; comportamenti di aiuto consolazione come il colpirsi o ferirsi in situazioni avvertite come stressanti; sintomi depressivi e ansiosi e scarso controllo degli impulsi ed aggressività per imitazione degli adulti.
Sebbene esista la possibilità di riparare esperienze negative sarebbe opportuno impegnarsi in atteggiamenti positivi e affettuosi come coccole, la comprensione dell’origine di alcuni comportamenti prima di dare punizioni, la comprensione della età emotiva del minore, la garanzia di sicurezza emotiva con propri comportamenti prevedibili e coerenti.
Inoltre, ascoltare molto e parlare e nel caso di avvertite difficoltà non esitare a chiedere aiuto ad un professionista.

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