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La sindrome bipolare: essere un trapezista del circo

Quando l’umore oscilla fortemente e ci si sente come su un’altalena emotiva, si può parlare di sindrome bipolare.
La sindrome bipolare è una forma depressiva, poco riconoscibile da chi ne è affetto.
In genere, si associa alla depressione il tono dell’umore basso, la mancanza di energia, la visione del futuro nera senza prospettive, etc.
Tutte le reazioni contrarie a quelle appena indicate, vengono considerate positive quindi non significanti.
Nel caso della depressione bipolare, invece, si ha una forte oscillazione tra il down e l’up, dove l’up diventa una condizione di maniacalità e iperattività rispetto alla fase precedente.
Pensando ad un’immagine, si potrebbe associare alla sindrome bipolare l’immagine del trapezista che lavora nel circo, dove la musica, i colori, i suoi movimenti e le emozioni che fa provare al pubblico esprimono gli estremi della problematica.
Anche altri personaggi circensi possono nella vita reale rappresentare gli stati mentali estremi associati al disturbo: esempio un pagliaccio che parla in modo maniacale della sua ossessione di comprare i giocattoli, un direttore del circo che in genere si nasconde nell’ombra e poi presenta nel circo sotto il faro principale al centro della struttura, un giocoliere che gioca ipnotizzato senza fine, un’acrobata di talento che fuori dal palco si sente una nullità.
Se l’oscillazione dell’umore avvertita permane in maniera costante per almeno sei mesi sarebbe opportuno contattare un professionista del settore della salute mentale per verificare se si tratta di tale disturbo e curarlo attraverso un sostegno farmacologico associato ad un percorso di psicoterapia per individuarne le cause e procedere, nel tempo alla stabilizzazione dell’umore.

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